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AVVOCATI E GESTIONE SEPARATA

Avellino, 29 Luglio 2016 - È noto che dal 2009 l’INPS ha operato una serie di accertamenti volti al recupero dell’evasione contributiva, o presunta tale (c.d. Operazione Poseidone), ma tale operazione, purtroppo, ha coinvolto varie categorie, compresi gli Avvocati che si siamo visti notificare richieste di pagamenti di contributi e sanzioni per l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. Premesso che la Gestione Separata è da considerarsi come una sorta di Fondo Pensionistico finanziato dai contributi obbligatori dei lavoratori autonomi, sorta con la L. n. 335/1995, scopo di tale fondo era assicurare tutela previdenziale alle categorie di lavoratori che fino ad allora ne erano esclusi.

Nonostante l'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale di merito su tutto il territorio nazionale, (tra le quali anche il  Tribunale di Avellino 18/07/2016; Trib. Aosta 23/2/11; Trib. Nicosia 16/4/13; Trib. Rieti 9/5/13; Trib. Reggio Calabria 1/10/13; Trib. Napoli 7/11/13; Trib. Milano 19/2/14; Trib. Genova 11/12/14; Trib. Roma12/1/15; Trib. Lodi 16/1/15; Trib. Larino 4/2/15; Trib. Ancona 18/5/15; Trib. Genova 9/2/15; Trib. Foggia 21/5/15; Trib. Lanciano 7/5/15) che ha visto sempre l'INPS soccombente, l'Istituto ha continuato ad iscrivere d'ufficio alla gestione separata con richiesta di contributi e sanzioni nei confronti di professionisti iscritti in Albi Professionali (Avvocati, Architetti, Commercialisti, Ragionieri, Ingegneri).

Passiamo all’esame del disposto legislativo: l'art. 18, comma 12 del d.l. 6 luglio 2011 n. 98, convertito con legge n. 111/2011, sancisce che: “...i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all'iscrizione presso l'apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11 (gli enti previdenziali di diritto privato di cui ai D.Lgs. n. 509/1994 e 103/1996) in base ai rispettivi statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11....”.

Con detta disposizione il Legislatore chiarisce che l'iscrizione alla Gestione separata ha carattere residuale essendo obbligatoria solo per i lavoratori autonomi che esercitano una professione per la quale non sia obbligatoria l'iscrizione ad appositi albi, ovvero per coloro che, pur iscritti, svolgano un'attività non soggetta a versamento contributivo agli enti di previdenza per i liberi professionisti. Posto che nel nostro ordinamento vige i principio dell'illegittimità della doppia iscrizione previdenziale e imposizione (confermato anche dalla Cassazione Sent. n. 34240/2010) non vi è dubbio alcuno che colui che svolge un attività professionale il cui esercizio è subordinato all'iscrizione ad un Albo professionale l'iscrizione alla Gestione Separata è di sicuro illegittima ed arbitraria.

La legge non pone alcuna distinzione in merito alla tipologia di contribuzione cui il reddito frutto della libera professione è assoggettato, essendo essenziale che il reddito non sfugga ad una forma di contribuzione obbligatoria.

Conseguentemente a nulla rileva che il reddito percepito dagli avvocati sia stato assoggettato, in base all'ordinamento della Cassa di categoria, al solo contributo c.d. Integrativo e non anche al contributo soggettivo. Dunque, per quanto riguarda gli avvocati non ricorre alcuno dei presupposti tassativi elencati dall'art. 18 comma 12 del D.L. 6 luglio 2011 n. 98, convertito con legge n. 111/2011, in quanto non risulta integrata né la prima ipotesi (attività il cui esercizio non sia subordinato alla iscrizione ad albi professionali), essendo l'esercizio dell'attività di avvocato certamente subordinato alla iscrizione all'albo professionale, né tanto meno la seconda (attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11), in quanto la Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense imponeva comunque il versamento di contributi integrativi sul reddito prodotto.

Quindi, non può sostenersi che la diversa natura soggettiva e/o integrativa dei contributi applicati dai diversi enti previdenziali possa legittimare un recupero dei contributi soggettivi da parte dell'INPS-Gestione Separata. La circolare INPS n. 99 del 22 luglio 2011 e il successivo messaggio INPS n. 709 del 7 gennaio 2012 hanno sollecitato le diverse sedi provinciali a non perseguire “i liberi professionisti iscritti agli Albi e alle relative Casse ed Enti previdenziali”, proprio in quanto la gestione separata non ha titolo a ricevere dagli stessi la contribuzione previdenziale.

Infine, il Ministero delle Finanze nella Circolare n. 109 dell'11/07/1996 ha stabilito che il contributo integrativo (prima del 2%, poi del 4% sul fatturato) è un contributo previdenziale a tutti gli effetti.

Come procedere a seguito della richiesta dell'INPS?

Entro 90 giorni è necessario presentare ricorso amministrativo, poi in un secondo momento si può procedere con l'azione giudiziaria ex art. 442 c.p.c., dinanzi al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro, territorialmente competenze vale a dire quello del luogo di residenza dell'attore.

Antonietta Galgano

Movimento Forense Avellino


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